Analisi telemetria qualifiche GP Gran Bretagna – Red Bull centra la pole usando un’ala molto scarica, battendo McLaren che era invece molto più carica. Ferrari aveva un potenziale da prima fila, ma scivola indietro a causa degli errori dei piloti all’ultima chicane. Le basse temperature si rivelano nuovamente determinanti, modificando gli equilibri in gioco.
Alla fine di una qualifica tiratissima a Silverstone, una pista che premia l’efficienza aerodinamica e livelli elevati di carico, viene fuori il solito magico Verstappen, capace di tirare un giro perfetto fuori dal cilindro all’ultimo tentativo del Q3 e conquistare la pole a bordo di una Red Bull che è scesa in pista senza compromessi per avvicinarsi alle vetture di vertice. Rimangono quindi beffate le McLaren, con Piastri che non si migliora e rimane 2° a un decimo dall’1:24.892 dell’olandese e Norris subito dietro.
La 4° casella in griglia sarà occupata dalla Mercedes di Russell, emersa anch’essa nei minuti finali dopo aver faticato tutto il weekend. Sorprende in negativo la Ferrari, che si era imposta con un 1-2 nel Q2 e si perde per strada nell’ultima manche, dovendosi accontentare per oggi di una mediocre P5 con Hamilton e P6 con Leclerc, con entrambi che hanno commesso una sbavatura nel terzo settore nei loro giri migliori e sono a oltre 2 decimi dal miglior tempo.
A ogni modo, analizzando la telemetria si possono fare delle considerazioni interessanti sulle gerarchie in pista e non solo.
Red Bull
La Red Bull continua a vivere una stagione molto altalenante e, dopo aver deluso le aspettative a Barcellona e in Austria, torna davanti a tutti in un tracciato che poteva esaltare la bontà della RB21 nelle curve veloci grazie a un buon carico e a una rigidezza al rollio superiore alla concorrenza. Dopo un venerdì caratterizzato da alcune difficoltà sul giro secco, ottenendo invece buoni riscontri sul passo gara, il lavoro svolto nella notte, come spesso accade, permette alla vettura anglo-austriaca di fare un importante balzo in avanti, al punto che in Inghilterra Verstappen ha spiazzato gli avversari e ha conquistato la pole.
Stavolta la scelta decisiva sembra essere stata quella di ricorrere a un’ala posteriore – visibilmente – molto scarica, simile a quelle che si vedono in piste da basso carico come Spa, per eliminare il fastidioso sottosterzo lamentato dall’olandese nelle prove libere. Questa decisione estrema ha dato i suoi frutti, con la Red Bull #1 che volava nei rettilinei e negli allunghi e aveva un anteriore molto reattivo, la naturale conseguenza di un bilanciamento aerodinamico molto puntato sull’avantreno e che faceva la differenza nella prima parte della famosa “esse” del secondo settore, prima di soffrire la mancanza di deportanza e dovendo quindi transitare con velocità minori a Becketts, in uscita da Chapel e anche alla Stowe.

Sfruttati i punti di forza della sua RB21 estremamente scarica, Verstappen ha dunque “fatto il resto”, limitando abilmente i danni nel lento e nelle già citate Becketts e Stowe, dove ha un deficit in velocità minima di 10 km/h rispetto a Piastri (249 km/h contro 239 km/h). Oltre al manico del campione del mondo in carica, gli uomini di Horner sono stati anche lievemente aiutati dal calo delle temperature, che ha permesso di centrare più facilmente la finestra operativa delle gomme con una monoposto che, a differenza di McLaren e Ferrari, patisce invece il caldo. Grazie a tutti questi fattori è arrivata una pole meritata – e non dovuta esclusivamente alle imperfezioni altrui -, con 1 decimo di vantaggio su tutti.
McLaren
Le McLaren, grandi favorite del weekend pur su un tracciato che non avrebbe dovuto favorirle particolarmente, sono le prime inseguitrici. Difatti, la MCL39 – che si esalta nelle curve medio-lente e in quelle lunghe (come quelle di Barcellona) – ha nelle curve veloci una delle sue poche debolezze, soprattutto se confrontata con Red Bull e anche Ferrari, ma, visto come si era messo il fine settimana, sembrava avere tutte le carte in regole per conquistare il primato anche stavolta.

Come al solito, la vettura di Woking ha una buona trazione ed esprime i livelli di carico più alti tra le scuderie di vertice, attestati dai riscontri di Stowe e nelle curve a lunga percorrenza 6 e 7, ma soffre invece dove vola la RB21, cioè negli allunghi e a Becketts, facendo così emergere un eccesso di stabilità che toglie un po’ di reattività all’asse anteriore. Il fresco è un altro degli elementi che ha appiattito la supremazia della monoposto papaya, che, come detto poc’anzi, predilige invece le alte temperature.
Mercedes
Attaccato alle McLaren si è posizionato Russell, che ha sfruttato una Mercedes riesumata dalle basse temperature, che si confermano il suo miglior alleato. La W16 riprende infatti dalla monoposto dell’anno scorso una spiccata preferenza per il fresco, condizione in cui riesce a centrare e mantenere le gomme nella giusta finestra di funzionamento, mentre si distingue da essa per il fatto che ha un posteriore molto forte, fondamentale in trazione e nelle sezioni medio-lente, andando invece a soffrire alle alte velocità. A Silverstone la Freccia nero-argento sembra disporre di un livello di deportanza di poco superiore alla Red Bull ed è, a sorpresa, l’unica che – nei giri considerati in questa analisi – riesce a percorrere Copse completamente in pieno.

Ferrari
Ormai non fa nemmeno più notizia la scomparsa delle Ferrari sul più bello in qualifica, con le Rosse che stavolta potevano puntare al bersaglio grosso e puntualmente concludono con dei passaggi a vuoto nel Q3. Non è un caso che, tra i top team, il Cavallino sia l’unico a non essersi migliorato tra il Q2 e il Q3. L’impressione è però che la SF-25 avesse il potenziale per la prima fila, tanto che prima dell’ultima chicane Hamilton era virtualmente 2° (sia tra i piloti comparati che in generale).
Come avviene da tutto il weekend, Hamilton è molto forte nelle sezioni a velocità medio-lenta di curva 3-4 e 6-7, ma fa poi fatica nello snake di Maggotts e Becketts e a Stowe, evidenziando dei punti di forza e di debolezza praticamente opposti e invertiti rispetto a quelli di Leclerc (probabilmente a causa anche di alcune differenze di assetto, più sovrasterzante per il #16 e con più stabilità quello del #44). La causa comunque che fa scivolare la Rossa fuori dalla prima fila, con una classifica così corta, sono il fresco e gli errori dei piloti all’ultima chicane, prima della quale erano entrambi davanti alle McLaren – Verstappen era invece fuori portata -..

Questo weekend la Ferrari ha comunque trovato un ottimo compromesso con l’assetto su un circuito particolarmente critico dal punto di vista dell’usura del pattino e che quindi avrebbe potuto rallentare pesantemente una vettura che in genere viene alzata proprio per evitare di incorrere in un consumo irregolare. In questa ottica il nuovo fondo introdotto in Austria sembra essere stata la chiave di importanti passi avanti, permettendo di trovare un carico più costante e di riabbassare la monoposto, aprendo così anche la finestra operativa e lo spettro di possibilità di setup.
Uno sguardo alla gara
Il GP si preannuncia aperto, con le simulazioni long run delle FP2 che hanno evidenziato un ritmo su un livello di competitività simile tra Verstappen, le McLaren e le Ferrari e un elevato rischio di pioggia pronto a rimescolare le carte in tavola. Se la gara sarà interamente asciutta, è lecito aspettarsi nuovamente un gruppo compatto e allora giocherà un ruolo fondamentale la gestione delle gomme, che sono di uno step più morbido rispetto allo scorso anno e accentueranno il dubbio se scegliere una strategia a una o due soste.

In questo ambito la SF-25 sembra la vettura potenzialmente messa meglio, dato che la RB21 di solito non eccelle e deve anche fare i conti con un inedito assetto molto scarico, mentre la MCL39 tende a soffrire il graining all’anteriore, l’asse più stressato a Silverstone. La Rossa, che è entrata in difficoltà nelle simulazioni del venerdì verosimilmente per aver spinto troppo nel giro di attacco, potrebbe dunque avere un vantaggio sulla concorrenza, ma dovrà sbarazzarsi rapidamente di Russell, destinato invece a retrocede con una Mercedes che raramente replica nei GP i buoni risultati delle qualifiche. A ogni modo, ci sono tutti i presupposti per assistere a una gara interessante e combattuta.
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