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F1 | Telemetria GP Australia – McLaren spaventa tutti, Ferrari arranca

A Melbourne McLaren si impone con una completezza e un’efficienza impressionanti, mentre Ferrari ha dovuto rinunciare a un po’ di performance col setup e lotta con un bilanciamento estremamente mutevole.

Le qualifiche del GP d’Australia hanno confermato le aspettative di una McLaren davvero in forma, forse anche oltre ogni previsione. A Melbourne la MCL39 vola e monopolizza con distacco la prima fila, con Norris che ha centrato la pole e ha rifilato quasi 4 decimi a Verstappen, il primo inseguitore, che, come al solito, ci mette una pezza e trascende i limiti di una Red Bull non esaltante.

La Mercedes, com’era pronosticabile, viene subito dopo, con Russell che è quarto, mentre Antonelli, al debutto in F1, viene eliminato in Q1 anche a causa di un danno al fondo. La grande delusione del sabato è chiaramente la Ferrari, che non va oltre la quarta fila, con Leclerc davanti a Hamilton, e non dà seguito ai buoni segnali emersi ieri. In Q3 sorprendono invece Williams e Racing Bulls, con Tsunoda addirittura 5° davanti ad Albon e Sainz 9°.

I dati

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Analizzando la telemetria, possono essere tratti alcuni spunti interessanti. Nei rettilinei è la Red Bull la vettura più veloce, grazie a un assetto più scarico e a una ridotta resistenza aerodinamica, che rimane uno dei punti forti del progetto. Le monoposto con le top speed più contenute sono invece McLaren e Ferrari, con la prima che, dopo una prova comparativa nelle FP1, opta per la configurazione più carica delle due portate in pista e la seconda che usa l’ala posteriore da medio carico già dal venerdì.

La McLaren, che si è mostrata molto equilibrata e completa, senza importanti punti deboli, costruisce il proprio vantaggio principalmente nel terzo settore, in particolar modo nell’ultima chicane lenta, dalla quale riesce ad avere un’ottima trazione e un anteriore preciso, che le permette di seguire una traiettoria più stretta, verso la linea del traguardo.

In questo tratto, che è forse il più lento e tortuoso del tracciato, Norris rifila ben 3 decimi e mezzo a Leclerc (su 6 decimi e mezzo totali), che lotta contro il sottosterzo e deve parzializzare di più il gas, oltre 2 decimi e mezzo a Verstappen e “solo” poco più di un decimo a Russell. La MCL39 spicca non solo in guidabilità e velocità pura, ma forse anche nella gestione delle gomme, riuscendo ad arrivare a fine giro con gli pneumatici ancora perfettamente in finestra.

Norris. telemetria Melbourne

La Red Bull si esalta invece nel secondo settore, complici le migliori velocità di punta e la buona percorrenza delle curve veloci, confermata anche nella rapida sequenza di curva 9-10, ma fatica non solo nelle ultime curve, ma anche in trazione, come si può vedere nell’allungo dopo curva 5 e in quello dopo la 11. In entrambi i casi, Verstappen paga forse un inserimento eccessivamente “arrembante”, con una frenata profonda e tanta – forse troppa – velocità in ingresso curva.

La Mercedes ha un comportamento più simile alla McLaren, dal momento che accumula il suo svantaggio in maniera abbastanza lineare e costante. In particolare, Russell perde in maniera generalizzata in tutte le curve, soprattutto in uscita e in quelle dell’ultimo settore.

La Ferrari, infine, ha dei buoni passaggi in curva 1-2, alla 6, alla 11 e alla 12, ma soffre nelle altre parti del tracciato. Oltre a quanto già detto per curva 13-14, si segnala che Leclerc è l’unico dei quattro piloti considerati che deve toccare i freni in curva 10 e, assieme a Verstappen, lo fa anche in curva 4, presumibilmente a causa del sottosterzo comparso in qualifica.

Leclerc, telemetria Melbourne

Alcune considerazioni

Tirando le somme, McLaren sforna una prestazione impressionante che la pone come prima forza netta e con un buon margine sugli avversari. La MCL39 non è una vettura perfetta, dato che i piloti hanno lamentato qualche problema di instabilità con basso carico di carburante già dai test, ma è apparsa comunque in palla sia sul giro secco sia sul passo gara.

La vettura papaya, in continuità con la sua progenitrice, ha mostrato un buon equilibrio, una buona versatilità in tutte le curve e un’elevata efficienza aerodinamica, con un compromesso tra drag e downforce impareggiato. È ancora presto per dire se questa McLaren è dominante o se è la favorita per il mondiale, dato che di fatto non si è corso nessun GP finora, ma di sicuro è una macchina molto competitiva e nata benone.

Anche la Red Bull, com’era prevedibile, non sembra essere cambiata molto durante l’inverno. La RB21 è infatti molto simile alla RB20: è veloce nei rettilinei – grazie anche alla nuova ala da medio-basso carico – e nelle curve veloci, ma fatica nel lento e in trazione, tutti sintomi riconducibili all’eccessiva rigidezza sospensiva che contraddistingue le vetture a effetto suolo di Milton Keynes.

Verstappen, telemetria Melbourne

Se la macchina non ha finora colpito per le sue doti velocistiche e anzi, nella giornata di ieri sono state diverse le difficoltà affrontate dalla squadra di Horner, che ha fatto prove comparative anche tra le ali anteriori, è invece da apprezzare la bontà del lavoro svolto durante la notte, che ha permesso di sbloccare un po’ di prestazione e di fare un passo in avanti. Inoltre, come al solito, il “fattore-Verstappen” si rivela determinante, con l’olandese che massimizza e si piazza in P3. Per ora, comunque, la McLaren è lontana e c’è molto da lavorare in casa Red Bull se si vuole difendere il titolo piloti.

La Mercedes, invece, potrebbe insidiare la Red Bull, dato che è più o meno sullo stesso livello. Anche la W16, infatti, non ha brillato particolarmente e rimane distante dalla vetta. In qualifica, la Freccia d’argento ha trovato un buon equilibrio, anche grazie a un livello di carico più basso rispetto alla McLaren, ma più alto rispetto alla Red Bull, e non ha mostrato evidenti punti di forza e di debolezza.

Infine, la Ferrari si conferma una vettura con un buon potenziale, ma ancora molto acerba e da capire fino in fondo per estrarne la massima performance. Il gap di 6 decimi e mezzo accusato da Leclerc non rappresenta chiaramente il distacco reale dalla McLaren, ma è comunque un duro colpo per il Cavallino, soprattutto in confronto agli ottimi riscontri del venerdì. L’impressione è che la SF-25 abbia una finestra di funzionamento ristretta, da cui è facilissimo uscire al minimo variare del setup o delle condizioni – che sono state abbastanza incostanti durante le qualifiche a Melbourne – e che rende il bilanciamento estremamente volubile.

Hamitlon, telemetria Melbourne

Ne sono una riprova le continue fluttuazioni, segnalate anche dai piloti, delle prestazioni e della guidabilità, con la vettura che è passata da essere ben bilanciata al venerdì a essere sovrasterzante nelle FP3 e poi sottosterzante in qualifica. Sul cambio di faccia rispetto a ieri hanno influito anche delle modifiche al setup, che, come dichiarato da Leclerc, hanno obbligato la Rossa a rinunciare a parte della performance. Non è chiaro a cosa alludesse il monegasco – che ha aggiunto che era la cosa giusta da fare e che forse è stata individuata la causa del “problema” che ha compromesso le prestazioni -, ma ci sono varie ipotesi.

Gli uomini di Vasseur potrebbero aver sacrificato la velocità sull’asciutto impostando un assetto da bagnato per andare meglio in gara, oppure potrebbero averlo fatto per raccogliere altri dati e studiare il comportamento della monoposto, come era successo in alcuni weekend nel 2023 o a Silverstone l’anno scorso – non bisogna dimenticare a questo proposito che Ferrari è stato il team di vertice che ha rivoluzionato di più la propria macchina durante la pausa invernale -. Secondo un’altra suggestione, riportata da Federico Albano, invece, potrebbe essersi reso necessario aumentare l’altezza da terra, andando a limitare la deportanza generata dal fondo.

Questo weekend il Cavallino cercherà dunque di limitare i danni e massimizzare il risultato, oltre a proseguire l’analisi del funzionamento della SF-25. Nel frattempo, continuerà anche il percorso di apprendimento di Hamilton, che si sta ancora adattando alla monoposto del Cavallino e avrà bisogno di altro tempo prima di potersi esprimere a pieno regime. A ogni modo, alla nuova Rossa non è sembrata mancare la velocità pura per giocarsela con la McLaren, almeno nella pista di Melbourne, perciò tutto ruoterà attorno alla capacità di utilizzarla, come, fino a questo momento, è avvenuto solo ieri nelle FP2.

Uno sguardo alla gara

Russell, telemetria Melbourne

Dando infine uno sguardo al GP, è davvero impossibile fare dei pronostici, sia perché è la prima gara stagionale, e quindi i valori in campo sono ancora incertissimi, sia perché è quasi certo che sarà una gara bagnata. In caso di corsa asciutta, anche se è una possibilità sempre più remota, sarà fondamentale la gestione del graining, viste anche le basse temperature attese, e McLaren, nonostante non abbia eccelso in tale campo lo scorso anno, partirà come favorita, visto che ha due piloti davanti a tutti e la macchina potenzialmente migliore, come si è visto nei long run delle FP2 e considerando il calo della Ferrari.

Se invece pioverà, ci potrebbe essere un rimescolamento delle carte in tavola e sarebbe ancora più complicato indicare il principale candidato per la vittoria. McLaren potrà dire la sua per i motivi appena detti, Verstappen invece, nonostante la vettura inferiore, è un mago sotto l’acqua – e l’ha dimostrato anche in Brasile l’anno scorso – e poi c’è Mercedes che, se si porta dietro questa caratteristica dallo scorso anno, si esalta in condizioni di freddo e basso grip (come Las Vegas e Interlagos). Ferrari al momento è invece una grande incognita, tenendo conto anche che con la pioggia non ha mai brillato particolarmente in tempi recenti.

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