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24h Le Mans | Toyota sconfitta per errori e problemi tecnici

Il team giapponese aveva le carte in regola per vincere, ma degli imprevisti occorsi su entrambe le vetture glielo hanno impedito.

Dopo la sconfitta della scorsa edizione, quella del centenario, Toyota ha nuovamente fallito l’obiettivo di vincere la 24 Ore di Le Mans. Così come nel 2023, il trionfo assoluto e la gloria che ne deriva sono andati alla Ferrari (stavolta alla #50 anziché alla #51), mentre la Casa nipponica si è dovuta accontentare del secondo posto (prima con la #8 e ora con la #7). L’edizione 2024 è stata molto più tirata e incerta della precedente ed entrambi gli equipaggi hanno avuto alte possibilità di vittoria fino allo scadere del tempo.

Il trio NielsenFuoco-Molina è infatti finito su una strategia sfalsata rispetto agli avversari quando si è dovuto fermare ai box per chiudere lo sportello della sua 499P. Riempito nuovamente il serbatoio, la Rossa è tornata in pista con poche speranze di ottenere il successo, in quanto avrebbe probabilmente dovuto effettuare tante soste quante i rivali da quel momento alla fine nonostante ne avesse appena fatta una in più e avesse perso diverse posizioni. Così, per pareggiare le strategie, Nielsen ha dovuto gestire con grande parsimonia il carburante, mentre Lopez sulla #7 spingeva per chiudere il gap. L’argentino, che sostituiva l’infortunato Conway, nella foga di recuperare è però andato in testacoda alla Dunlop Chicane, perdendo diversi secondi preziosissimi e allentando la pressione sul danese del Cavallino.

toyota 8 24h le mans x qualifiche 24 ore le mans 2024

Alla fine la #50 è passata sul traguardo con 14 secondi di vantaggio sulla GR010 Hybrid, un distacco minimo dopo 24 ore di gara e paragonabile al tempo perso dalla vettura giapponese a causa di quell’errore a un’ora dal termine. La #7 era comunque vicina a compiere un’autentica impresa, dal momento che partiva 23°, ultima tra le Hypercar, a causa della cancellazione di tutti i tempi validi per aver causato una bandiera rossa nelle qualifiche di mercoledì. Inoltre, l’equipaggio composto da Kobayashi, de Vries e Lopez, ha anche dovuto fare i conti con due forature e alcuni problemi tecnici, tra cui uno al turbo prima delle 11:00 di domenica.

In un’intervista riportata da FormulaPassion, è stato Lopez a commentare la corsa caotica e movimentata della Hypercar #7: Ogni volta che stavamo recuperando succedeva qualcosa. Abbiamo perso tempo nelle zone lente, abbiamo avuto due forature, una con Kamui e una per me appena uscito dal box per gli ultimi due stint, quando era asciutto. Kamui ha avuto un problema al motore e anch’io ne ho avuto uno. Non mi piace fare ipotesi, ma avevamo sicuramente il passo giusto. Abbiamo fatto il giro più veloce della gara, il mio giro è stato tolto per i limiti della pista, ma è stato anche il giro più veloce.”

“Devo essere orgoglioso di quello che ha fatto la squadra e anche del mio lavoro. Sul bagnato stavo guadagnando molto tempo, facendo la differenza. Sono davvero orgoglioso, a 41 anni, di essere arrivato una settimana prima e di essere riuscito a fare questa prestazione. Devo solo ringraziare tutti quelli della Toyota per avermi dato la responsabilità di portare a termine la gara” ha aggiunto l’argentino, che, nonostante l’errore, può ritenersi soddisfatto del suo operato.

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David Floury, direttore tecnico di Toyota Gazoo Racing, ha parlato dei problemi tecnici che hanno rallentato la rincorsa della GR010 seconda al traguardo: “Il primo era dovuto a un sensore. La seconda volta è stato un interruttore che è stato attivato. Non abbiamo la possibilità di intervenire sugli interruttori tramite telemetria perché non è consentito. Abbiamo dovuto dirgli (a Lopez) cosa fare mentre era alla guida.”

In seguito, Floury ha spiegato perché il team giapponese ha dovuto arrendersi nuovamente alla Ferrari sul suolo francese, ribadendo che aveva il ritmo per vincere, ma ci sono stati degli imprevisti: “Le ragioni sono diverse. Sulla vettura #7 abbiamo avuto due forature lente e in entrambi i casi abbiamo dovuto effettuare soste supplementari al di fuori della nostra finestra. Sul passo assoluto, credo che la Ferrari sia stata un po’ più veloce. Considerando tutte le condizioni e il degrado, credo che fossimo forti. Non credo che abbiamo perso la gara a causa (della performance) della vettura.”

Se la #7 è arrivata a un soffio dal successo per errori e noie tecniche, la #8, già penalizzata dalla pioggia, era in piena corsa per la vittoria fino a due ore dalla bandiera a scacchi, quando Hartley è stato toccato e mandato in testacoda dalla 499P #51 di Pier Guidi, poi penalizzato di 5 secondi. Al momento del contatto il neozelandese ex-F1 stava lottando per la seconda posizione proprio con la Rossa ed era a 11 secondi dalla #50 in testa alla corsa e 11 secondi davanti alla gemella di Lopez. Anche per il trio Buemi-Hartley-Hirakawa non manca dunque un po’ di rammarico, dato che, senza tale episodio e considerando il problema alla porta sulla Ferrari di Nielsen, avrebbe probabilmente vinto.

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Avevamo la possibilità di vincere. Ero in testa alla gara prima che arrivassero le safety car e le zone lente. È un peccato. Abbiamo fatto quello che potevamo. È molto difficile prevedere il tempo ed è facile dirlo col senno di poi. Prima che arrivasse la pioggia, avevamo un po’ di ritmo. Alla fine la pioggia non ci ha favorito. Ma questa è Le Mans. Torneremo più forti” ha detto Hirakawa a proposito della gara dell’equipaggio #8, che ha chiuso al quinto posto dietro anche alla Porsche #6.

La Toyota torna perciò in fabbrica con dei rimpianti, dato che poteva vincere con entrambe le vetture, ma, per vari imprevisti, non ci è riuscita nemmeno quest’anno. Adesso il team nipponico, che questa stagione sta faticando più di quanto ci si aspettasse, ma, ciononostante, è terzo in classifica piloti, con Kobayashi e de Vries a 17 punti dalla vetta, dovrà aspettare un mese per riscattarsi. Il 14 luglio il WEC farà infatti tappa a Interlagos, in Brasile, per disputare la 6 Ore di San Paolo per la prima volta dal 2014.

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