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WEC | LMGT3: Pagelle di fine stagione – Dominio Manthey!

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Dopo le Hypercar, è il momento di tirare le somme anche nella classe GT del WEC. Bene ma non benissimo Vista AF Corse e Team WRT, con Manthey promossa a pieni voti. Iron Lynx da dimenticare, mentre Akkodis e Proton chiudono la stagione con un bilancio estremamente negativo.

Continua la carrellata di valutazioni ed è ora il turno delle vetture GT. Il debutto nel WEC della classe LMGT3 vale un ottimo 10 in pagella per Manthey, vincitori indiscussi. Il preparatore tedesco ha infatti monopolizzato le prime due posizioni in classifica, portandosi a casa il titolo con una gara d’anticipo. Vista AF Corse e le BMW di casa WRT pagano qualche errore di troppo, rispondendo in ritardo alla chiamata per la corsa al vertice.

Heart of Racing conclude la stagione con una dignitosa top 5, alternando alti e bassi e condannando Iron Dames ad una triste ottava posizione. Per il resto della griglia, il bilancio è piuttosto drammatico, con molti team rimasti distanti dalle posizioni di testa. Tra le bocciature più inattese spiccano Akkodis e Iron Lynx, che chiudono l’anno in lacrime.

Scopriamo insieme i voti di questa stagione…

Manthey, 10 – PureRxcing ed EMA come Holly e Benji

La stagione dell’esordio della classe LMGT3 nel WEC non ha certo intimorito il team Manthey. Con i primi due gradini del podio conquistati in entrambe le classifiche, il preparatore tedesco ha raggiunto il massimo dei voti. Insieme a EMA e PureRxcing, la scuderia ha portato a casa quattro vittorie di classe su otto gare, dimostrando ancor di più l’enorme strapotere di Porsche in questo 2024.

Tra le numerose vittore, il trionfo alla 24 Ore di Le Mans è solo la ciliegina sulla torta in una rincorsa al titolo che non ha lasciato speranze ai rivali. Nonostante gli attacchi, a tratti altalenanti, di Ferrari e degli altri contendenti, gli equipaggi di Manthey hanno mantenuto la loro solidità. Anche nelle sfide più impegnative, come il brutto incidente della Porsche 911 GT3 R #92 durante le qualifiche di Spa, Manthey ha saputo reagire prontamente, portando a casa un meritato successo su vasta scala.

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Vista AF Corse, 8 – Ferrari approfittatrice!

Con Manthey che ha lasciato agli avversari solo le briciole, per il resto della griglia era cruciale raccogliere più punti possibili. La stagione delle vetture del Cavallino, iniziata bene ma con qualche incertezza, ha presto preso una piega positiva. Grazie alla solida costanza della Ferrari #55, Vista AF Corse è riuscita a prevalere nella sfida di nervi contro il Team WRT, conquistando il gradino più basso del podio. Che venga riconosciuta o meno la fortuna, la tenacia della Ferrari 296 LMGT3 #55 ha premiato gli sforzi della squadra.

Discorso diverso invece per la vettura #54. Dall’altro lato del box, Davide Rigon e compagni non sono riusciti a trovare la continuità fondamentale per attaccare la zona più calda della classifica. Pochi i weekend conclusi in zona punti, tra i quali prevale la vittoria ottenuta ai piedi del Monte Fuji. In generale, la stagione è stata comunque positiva: le prestazioni sono migliorate gara dopo gara, ma in casa AF Corse non si può negare che ci sia stata una dose importante di fortuna a sostenerli.

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Team WRT, 7 – Si poteva e bisognava fare di più

Con due BMW M4 nuove di pacca, la scuderia belga partiva decisamente con il vento a favore. L’inizio di stagione non ha fatto altro che aumentare le aspettative su Valentino Rossi e compagni, chiamati a fronteggiare il dominio di Porsche. Tuttavia, la gara di casa ha segnato l’inizio di una serie di episodi sfortunati, costringendo i due equipaggi ad un grandissimo sforzo fisico e mentale per non perdere le posizioni di testa.

Con il passare del tempo, queste fatiche prolungate hanno finito per influenzare le prestazioni del team. Dopo Le Mans, il punteggio combinato delle due vetture non arriva neanche alla metà di quello raccolto dalla BMW M4 LMGT3 #31 nella prima parte della stagione. Se la sfortuna ha avuto il suo peso, mancava comunque un impegno più incisivo per ambire almeno all’ultimo gradino del podio. Obiettivo mancato, con la squadra tornata in patria a mani vuote.

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Heart Of Racing, 7 – Scuderia in cerca d’autore

Collocare Heart of Racing in una fascia precisa è davvero complesso. L’anno appena trascorso sembra quasi “incompleto”, lasciando un mare di domande aperte su cosa il team avrebbe potuto realizzare. I due secondi posti e la vittoria, conquistata tra l’altro in casa, riflettono le solide basi della squadra, ma ci viene da dire che forse è mancata la scintilla finale per trasformare ogni opportunità in un successo concreto.

Certo non si può dire dire che la loro stagione sia stata negativa: il quinto posto finale è un buon risultato, però sono troppi i “se” ed i “ma” che hanno accompagnato la squadra nel corso dell’anno. Nonostante la differenza con l’altra Aston Martin sembri quasi di categoria, la gestione in gara è stata spesso approssimativa. Se consideriamo poi che, a parte il pauroso ritiro a Le Mans, la Vantage AMR LMGT3 #27 è sempre riuscita a tagliare il traguardo, rimane un interrogativo importante su ciò che Heart of Racing avrebbe potuto regalare agli appassionati…

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Iron Dames, 6.5 – Quando la caduta fa più male del pugno

Possiamo dirlo? Iron Dames è stata forse la delusione più amara della classe LMGT3. L’equipaggio interamente femminile era arrivato sulla griglia con tutte le carte in regola per dominare e le prestazioni degli ultimi anni avevano fatto crescere enormemente le aspettative. A quanto pare però, le damigelle di Lamborghini sono sembrate quasi abbandonate dalla fortuna, costringendole ad una stagione al di sotto delle aspettative, che ha visto più difficoltà che successi.

Una stagione in cui Iron Dames ha corso costantemente con il coltello tra i denti, piazzando spesso la sua Lamborghini Huracan in testa al gruppo. Tuttavia, sfortuna e imprevisti, accompagnati da alcuni errori umani, hanno intralciato il percorso, vanificando le numerose sportellate in pista. Solo due pole position e nessuna apparizione sul podio completano una stagione che lascia un certo retrogusto di lezione appresa: le aspettative pesano, e quando non vengono rispettate, il colpo è ancor più duro da incassare…

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United Autosports, 6 – McLaren spartiacque

Viene difficile anche a noi trovare le parole giuste per riassumere la stagione della squadra inglese. Quello che viene da dire, è che United Autosports sia stata la linea di demarcazione tra la zona alta della classifica e le retrovie più oscure. Le due McLaren 720S hanno centrato poche volte la zona punti, ma ogni volta che ci sono riuscite hanno portato a casa un bottino significativo.

Il podio conquistato in Brasile rappresenta senza dubbio un risultato positivo, ma non basta a scacciare il fantasma del “si poteva fare di più”. Le vetture del team inglese hanno dimostrato un potenziale promettente e una discreta continuità, elementi chiave in un campionato come il WEC. Tuttavia, queste caratteristiche non si sono tradotte in risultati di maggior rilievo, complice anche una lineup che, nel complesso, si è rivelata leggermente meno competitiva rispetto agli avversari. La sufficienza c’è, ma molto molto tirata…

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TF Sport, 5 – Quanto ci mancano le vecchie Corvette

Un titolo che parla da sé. Le memorabili battaglie con Porsche e Ferrari, che hanno scritto la storia recente dell’Endurance, sembrano ormai un lontano ricordo di fronte alle deludenti prestazioni della casa americana. Nemmeno il doppio piazzamento sul podio in Bahrain basta a risollevare l’immagine di Corvette, che in questo 2024 si è spesso ritrovata ad inseguire un piazzamento nella top 10, ben lontana da ciò a cui ci aveva abituato.

La squadra, TF Sport, funziona, e i titoli conquistati negli anni lo dimostrano. Ora sorge spontanea una domanda: dove sta il problema? Tutti gli indizi puntano a una sola conclusione. Ogni cosa invecchia, e non sempre il tempo porta miglioramenti. Forse, per Corvette è arrivato il momento di accettare che la nuova classe LMGT3 sia troppo moderna per loro. Oppure, potrebbe essere il caso di ammettere che le nuove Corvette Z06 non siano state concepite nel migliore dei modi. Sta a voi scegliere quale spiegazione preferire.

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D’ Station, 5 – Dal Giappone… senza furore!

La stagione era iniziata con i fuochi d’artificio. Prima gara e subito a podio, con un terzo posto che dava morale e suggeriva un cammino in discesa. Ecco, scordatevi tutto questo. Da Imola in poi, il 2024 di D’ Station si è trasformato in un vero calvario.

Diciamolo chiaramente: il passato non lasciava presagire grandi risultati, ma l’inizio promettente aveva acceso qualche speranza. Bisogna però spezzare una lancia a favore del team. D’Station infatti, nonostante abbia spesso collezionato risultati a dir poco drammatici, è sempre riuscita a salire almeno una volta sul podio in ogni stagione a cui ha partecipato dal 2021 ad oggi. “Il compitino noi lo abbiamo fatto, ora possiamo andare a casa?”

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Proton Competition, 4 – Un film dell’orrore!

Premessa per i tifosi Ford, se siete deboli di cuore non continuate a leggere. Non abbiamo nulla contro il brand in sé anzi, parliamo di storia del motorsport, ma forse converrebbe fermarsi prima che questi ricordi vengano sopraffatti da questo spaventoso 2024.

Le nuove Ford Mustang LMGT3 si sono presentate all’inizio di questa stagione con l’ambizione di portare a termine ciò che la Ford GT non era riuscita a completare. Il marchio americano, affidandosi all’esperienza di Proton, sperava di poter competere facilmente per un posto sul podio o addirittura per la vittoria. Purtroppo, però, la stagione si è rivelata drammatica, con la Ford che ha vissuto una campagna decisamente negativa. Iconico il podio conquistato a Le Mans, un risultato storico che ha permesso alla Ford #88 di guadagnare qualche punto nella classifica, ma che non basta a restituire dignità al marchio.

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Iron Lynx, 3 – Piove sul bagnato

Sarebbe semplice prendere le pagelle delle Hypercar e fare copia e incolla. Cambia la classe ma non il risultato, con Lamborghini che si trova ancora arenata in fondo alla classifica. Il confronto, a pari vettura, con Iron Dames è disarmante mentre lo score stagionale stimola le lacrime.

La Huracan LMGT3 #60 è riuscita a portare a casa punti solo in due delle otto gare stagionali, confermando le crescenti voci riguardanti un possibile divorzio tra Iron Lynx e la casa madre Lamborghini. Sebbene la speranza sia ancora quella di vedere il prestigioso marchio italiano in griglia nel 2025, resta sempre più difficile immaginare un futuro radioso per tutta la squadra.

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Akkodis ASP, 3 – Peggio di così non si poteva fare, forse…

Se pensavate che con Iron Lynx si fosse toccato il fondo, vi sbagliavate. La squadra francese vince a tutti gli effetti il premio di “fanalino di coda” per questa edizione del WEC. La gestione delle due vetture Lexus è stata a dir poco deludente, con il team che ha portato a casa solo 27 punti totali, un risultato inferiore persino ai 33 conquistati dalla già citata Lamborghini.

Paragonando questi risultati con quelli di Vassersullivan nell’IMSA, dove la stessa vettura ha ottenuto prestazioni ben più competitive, è facile puntare il dito verso Akkodis. La gestione del team e le scelte, alcune delle quali piuttosto discutibili, hanno danneggiato gravemente l’immagine di Lexus. Il marchio, infatti, è stato in testa alla classifica solo in alcune sessioni di prove libere, quando gli altri team erano concentrati su programmi specifici e non su un tempo puro da segnare.

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