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WEC | Hypercar: Pagelle di fine stagione – Porsche al top, Ferrari in zona rossa

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Con il WEC che va in vacanza, è tempo di bilanci sulla stagione appena conclusa. I voti celebrano il dominio di Porsche, mentre Ferrari e Lamborghini condannano l’Italia ad una grande delusione…

L’abbiamo già detto, ma vale la pena ripeterlo: la stagione 2024 del WEC è stata tra le più emozionanti, scrivendo un nuovo capitolo nella storia del motorsport. Mentre Porsche e Toyota si spartiscono i titoli principali, il Cavallino Rampante si consola con la vittoria a Le Mans. Un successo indimenticabile, che però non basta a evitare il deludente bilancio di fine stagione per la scuderia italiana.

Scendendo verso la pancia della classifica, sorridono Alpine e BMW salvandosi in extremis e regalando un finale positivo a una stagione incerta. Sul fondo, invece, Peugeot e Cadillac arrancano, rimanendo in una zona d’ombra e raschiando il fondo del barile. Tra speranze disattese e sfide non vinte, per loro il successo sembra ancora solo un miraggio.

Scopriamo insieme i promossi ed i bocciati di questa stagione…

Toyota, 9 – Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Da assoluti dominatori del WEC negli ultimi anni ad un titolo conquistato all’ultimo respiro. Se all’inizio della stagione le aspettative erano altissime, i giapponesi sono partiti a rilento. Nonostante la vittoria a Imola, ottenuta grazie al disastro Ferrari, le due Toyota GR010 Hybrid hanno faticato a trovare la giusta marcia fin dal Qatar.

Il podio conquistato sul Circuit de La Sarthe ha poi dato morale alla corazzata nipponica, risultato che ha rilanciato Toyota nella parte alta della classifica, anche grazie al successo ottenuto alla 6 Ore di San Paolo. La gioia più grande? Il titolo conquistato nell’ultimo appuntamento della stagione, facendosi beffa di Ferrari e, soprattutto, Porsche. Uno scacco matto arrivato grazie ad una grandissima determinazione.

Porsche, 9.5 – Una stagione (quasi) perfetta!

Una stagione impeccabile, costellata di numerosi successi oltre a quelli nel WEC, e di una supremazia indiscussa su quasi ogni fronte. Nonostante il titolo costruttori sottratto da Toyota, per la casa di Stoccarda un voto inferiore al 10 pieno sarebbe difficile da concepire. Tuttavia, quel mezzo punto mancante è in parte giustificato dalla stagione leggermente sotto tono dell’equipaggio #5, che ha chiuso solo quinto nella classifica finale e senza alcuna vittoria all’attivo.

Al di là di questa piccola delusione, la stagione di Penske Motorsport è stata senza dubbio straordinaria, e il titolo conquistato dalla Porsche 963 #6 è pienamente meritato. La squadra è stata una costante in pista, con una presenza stabile sul podio, sfiorato solo a Le Mans e al COTA.

Le solide prestazioni messe in mostra da Jota e Proton Competition, sono solamente la ciliegina sulla torta davanti ad una vettura infallibile.

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Ferrari, 5.5 – Un cinque e mezzo d’incoraggiamento…

Si può essere d’accordo o meno, ma non si può negare che la stagione di Ferrari sia stata, nel complesso, un grande fallimento. Nonostante il trionfo alla 24 Ore di Le Mans, che rappresenta un successo significativo, il 2024 del Cavallino resta segnato da troppe imperfezioni. Gli errori, spesso costosi e ricorrenti, hanno avuto un peso troppo grande, e la squadra si ritrova a dover fare i conti con una stagione che lascia un amaro sapore in bocca.

Le prestazioni della 499P ci sono, e la qualità dei piloti, seppur talvolta altalenante, è indiscutibile. Ancora una volta, a Maranello è necessario fare i conti con le pessime decisioni prese, come quella di Imola, che ha avuto un impatto decisivo sulla stagione. Che si tratti di inesperienza o di una volontà di osare e mescolare le carte, Ferrari ora deve concentrarsi sull’analisi di quanto conquistato quest’anno, imparando tanto dagli errori quanto dai successi. Solo così sarà possibile ripartire più forte nel 2025.

Grande rivelazione del WEC, sicuramente AF Corse. La 499P #83 colorata di un brillante giallo Modena, ha ben figurato in lotta con i team ufficiali, strappando loro la vittoria assoluta in occasione della Lone Star Le Mans.

Alpine, 7 – In ritardo sì, ma comunque presenti

La stagione di Alpine è stata simile a una sveglia che non suona al mattino: un inizio difficile e senza slancio. I francesi sono partiti con il piede sbagliato, trovandosi a dover gestire una vettura troppo giovane e difficile da domare, accumulando pochissimi punti nelle prime cinque gare. Con la macchina ancora in pieno sviluppo, il team ha costantemente lavorato per trovare la giusta stabilità e le prestazioni necessarie a ritagliarsi un posto di rilievo nel WEC.

La vera svolta è arrivata sul suolo americano, dove Alpine ha compiuto un grande balzo in classifica. Dopo aver ritrovato la giusta direzione, la strada si è fatta nettamente più agevole per il team francese, che in Giappone è riuscito a conquistare il suo primo e unico podio della stagione. La grande crescita avuta da Alpine fa ben sperare in ottica 2025, anno in cui i francesi mirano alla consacrazione.

BMW, 6 – Chi ben comincia, è a metà dell’opera…

Il costruttore bavarese ha rappresentato, per molti aspetti, una delusione quest’anno, ma allo stesso tempo anche una piacevole sorpresa. La sua situazione è simile a quella di Alpine, sebbene i tedeschi abbiano mostrato una maggiore costanza rispetto ai rivali. Purtroppo, questa continuità non ha però portato ai risultati sperati, con il team che ha chiuso comunque alle spalle di Alpine, nonostante gli enormi sforzi in cerca di rivalsa.

Una stagione generalmente positiva, con una costante presenza nei punti, fatta eccezione per la sfortunata 24 Ore di Le Mans, non vale un voto superiore alla sufficienza. Sebbene la squadra avesse a disposizione una lineup di piloti di grande livello, è emersa una mancanza di versatilità nell’adattarsi a un prototipo particolarmente complesso. A ciò va anche aggiunta la scarsa affidabilità della BMW M Hybrid V8, che ha rappresentato un serio handicap. Tra sventure e difficoltà, l’esordio di BMW nella classe regina del WEC non è stato uno dei più brillanti, ma ha messo in luce un potenziale che lascia ben sperare per il futuro.

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Peugeot, 4 – Il podio non salva una stagione. Futuro in bilico?

Guardando la classifica, una domanda sorge spontanea: c’è ancora spazio per Peugeot in questa nuova era del WEC? Il leggendario V10 e le prestazioni straordinarie della storica Peugeot 905 sono ormai solo un ricordo lontano, annebbiato dai deludenti risultati delle Hypercar francesi. Nonostante gli aggiornamenti significativi introdotti all’inizio della stagione, non si è visto un miglioramento sostanziale delle performance, e il leone continua a navigare nei bassifondi più oscuri della classifica.

Il timore più grande, come già sottolineato, è legato al futuro. Peugeot si trova ora a dover affrontare un momento cruciale: Stellantis dovrà prendere una posizione chiara in vista del 2025, decidendo se confermare la presenza del marchio nel WEC o ritirarlo definitivamente. Le prestazioni, purtroppo, non sono dalla parte del costruttore, e sebbene il fortunato podio conquistato in Bahrain abbia portato un minimo di sollievo, non basta a riscattare l’immagine del brand.

Cadillac, 5 – Così proprio non ci siamo…

Il costruttore americano si aggiudica la pole position nella corsa al titolo di “delusione dell’anno”. Nonostante una velocità notevole, soprattutto nel giro secco, Cadillac non è mai riuscita a capitalizzare le opportunità che le si sono presentate. Troppi i punti gettati al vento, esattamente come le scocche della vettura dopo ai numerosi incidenti occorsi in stagione. Alex Lynn ed Earl Bamber, chiamati a rispondere alle elevate aspettative, hanno però deluso.

Troppa irruenza e un’eccessiva voglia di mettersi in luce? Una sola vettura in griglia poteva essere un grande vantaggio ma si è ben presto trasformato in un vero incubo per gli americani. Ora il focus è il 2025, anno in cui Cadillac sposerà Jota Sport in quello che potrebbe essere un connubio estremamente vincente.

Lamborghini, 3 – Bisogna decidere se restare o andarsene

Il prestigioso marchio italiano ha fatto il suo atteso debutto nel WEC e nell’IMSA nel 2024 con un prototipo che, sin da subito, ha catturato l’attenzione per la sua estetica. Tuttavia, nonostante la bellezza, la giovane SC63 non è riuscita a conquistare il cuore degli appassionati a causa di prestazioni ben al di sotto delle aspettative. In otto gare, l’Hypercar di Lamborghini è riuscita ad entrare nella zona punti solo in tre occasioni, totalizzando un deludente bottino di soli 11 punti.

Con l’obbligo di schierare due vetture nel 2025, la palla passa nelle mani delle due parti, Lamborghini ed Iron Lynx. Le idee della casa madre si stanno scontrando con quelle della scuderia e la fiducia di Lamborghini nei confronti del team, inizia già a vacillare dopo solo una stagione. In un momento così delicato, è lecito pensare che l’avventura di Lamborghini nell’Endurance possa chiudersi prima ancora di decollare. Il futuro del costruttore italiano nel WEC appare incerto, e i deludenti risultati della stagione potrebbero accelerare la fine di questa esperienza, prima che essa prenda davvero piede.

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