Start Miami 2024 f11

F1 | GP Miami – Analisi valori in campo: super McLaren!

La McLaren è prima forza in gara, davanti a una Red Bull sfavorita dalle circostanze. La Ferrari è terza forza e aspetta gli aggiornamenti.

Contrariamente a ogni previsione, il GP di Miami è stato vinto da un magistrale Lando Norris, che ha finalmente conquistato il suo primo trionfo in F1. Sul podio con l’inglese sono saliti Verstappen e Leclerc, a riprova del fatto che i tre team più forti al momento sono Red Bull, Ferrari e McLaren. In Florida questi sono stati molto vicini per il basso degrado e per le “difficoltà” dei campioni del mondo in carica. Ma quali sono stati i valori in campo nella prima gara stagionale negli Stati Uniti? Scopriamolo insieme.

McLaren

Lando Norris McLaren GP Miami

Come di consueto, partiamo dai vincitori. A Miami la McLaren si è imposta, con sorpresa di tutti, come prima forza in gara. Il trionfo nel GP deriva sia da un pizzico di fortuna, dato che la Safety Car ha certamente aiutato Norris, e sia, soprattutto, da una superiorità in termini di passo gara. La corsa del #4 è iniziata con grande calma, forse anche per evitare di incappare nuovamente in guai in partenza come nella Sprint Race, ed è entrata nel vivo dopo i primi 10 giri, quando il britannico ha preso ritmo e si è attaccato a Perez, che lo ha rallentato per alcune tornate.

Una volta che il messicano si è fermato ai box, il 24enne ha avuto pista libera e ha mostrato le reali potenzialità della sua MCL38 aggiornata, che si erano intraviste già al venerdì senza più emergere fino a quel momento, mettendo a segno vari giri veloci, anche quando Verstappen e Leclerc avevano già effettuato la loro sosta. Siccome il degrado era minimo e le gomme erano ancora performanti, al muretto gli uomini di Stella hanno giustamente deciso di rimanere fuori, sperando in una Safety Car per tentare il colpaccio. “La fortuna aiuta gli audaci” e quindi, al giro 28, viene chiamata in azione la vettura di sicurezza. Norris si ferma allora per il pitstop senza perdere la leadership della gara. Dopo aver domato il #1 alla ripartenza, l’inglese ha potuto imporre il suo passo, inarrivabile per gli avversari, tagliando il traguardo in solitaria.

La gara di Piastri è stata meno fortunata rispetto a quella del compagno di squadra, dato che è stata rovinata da un contatto con Sainz (discutibilmente penalizzato per l’accaduto) che gli ha rotto l’alettone anteriore. L’australiano, che non disponeva di tutti gli aggiornamenti, ha dovuto dunque tornare ai box ed è scivolato nelle retrovie, riuscendo a rimontare fino alla 13° posizione finale. Ciò è stato un peccato per il #81, in quanto il podio era sicuramente alla sua portata (come ha dimostrato nel primo stint).

mclaren oscar piastri 2024 miami grand prix1

È invece più difficile speculare sulla corsa di Norris qualora non fosse mai uscita la Safety Car. Infatti, prima della sosta, aveva quasi 12 secondi di vantaggio su Verstappen, che era secondo. Ipotizzando che si sarebbe fermato in quel momento e considerando che il tempo medio impiegato per un pitstop si aggirava intorno ai 22 secondi, il #4 sarebbe rientrato in pista quinto, davanti a Perez, a oltre 10 secondi di distanza dal leader del GP. Per vincere avrebbe dovuto raggiungere e superare, nell’ordine, Sainz, Piastri, Leclerc e il #1.

Ciò non sarebbe però accaduto, perché Norris ha concluso la corsa con meno di 8 secondi di vantaggio sull’olandese e, perciò, nella migliore delle ipotesi (cioè riuscendo a superare tutti i piloti sopracitati senza perdere tempo) sarebbe arrivato comunque secondo con 2 secondi ancora da recuperare. Ergo, senza quella Safety Car in questo momento, molto probabilmente, si starebbe parlando dell’ennesima vittoria di Verstappen.

A ogni modo, con questa argomentazione non si vuole assolutamente minimizzare l’ottimo lavoro svolto dalla McLaren, che, in quella che sulla carta era una pista ostica, è riuscita a tornare al successo ed è stata prima forza in gara. L’unica nota negativa del weekend è senza dubbio la qualifica, con la MCL38 che è apparsa in difficoltà con le soft ed è stata solo terza forza sul giro secco. La situazione era però di difficile lettura e il team di Woking potrebbe aver pagato la scarsa conoscenza della monoposto aggiornata. A proposito di aggiornamenti, pare che, come riporta Formu1a.uno, il corposo pacchetto di migliorie portato a Miami sia valso circa 4 decimi a giro. Ciò è un bel passo in avanti che consentirà alle vetture “papaya” di mettere pressione alla Red Bull e lottare per la vittoria in alcuni GP.

Andando nel dettaglio, le novità tecniche, che comprendono modifiche all’ala anteriore, al fondo, agli inlets dei sidepods e al sottosquadro, sembrano aver colmato alcune lacune progettuali che la loro monoposto si portava dietro dallo scorso anno. Infatti, questi aggiornamenti, uniti a un assetto studiato ad hoc, hanno migliorato l’efficienza aerodinamica, aumentando le top speed, e la performance nelle curve lente. In Florida le MCL38 erano dunque molto competitive in tutte le sezioni del tracciato. Adesso servirà però la prova del 9 a Imola, dove si verificherà il funzionamento degli aggiornamenti in condizioni più ordinarie e con un degrado maggiore e dove la maggiore comprensione del pacchetto dovrebbe permettere di estrarne il massimo potenziale.

Questa prestazione sarebbe comunque stata impensabile all’inizio dell’anno scorso, quando la McLaren era addirittura il fanalino di coda dello schieramento. Per la netta inversione di rotta bisogna perciò fare un plauso ad Andrea Stella, che ha preso le redini del team quando questo navigava in una situazione disastroso e, attraverso una guida “illuminata”, lo sta riportando dove gli compete.

Red Bull

si202405030754 hires jpeg 24bit rgb 1

Passiamo ora alla seconda forza in gara (e prima in qualifica) a Miami, ossia la Red Bull. La squadra anglo-austriaca, che godeva dei favori del pronostico, non ha potuto fare nulla contro la superiorità della McLaren, anche se, come già detto, probabilmente avrebbe vinto qualora non fosse uscita la Safety Car. E avrebbe trionfato nonostante abbia avuto anche alcuni problemi e difficoltà. Infatti, l’impressione è che questo weekend gli uomini di Horner non abbiano estratto il massimo potenziale dalla vettura, che non ha mai soddisfatto pienamente il “severo” Verstappen.

Inoltre, proprio l’olandese, in seguito a un errore (il primo dopo diversi mesi), ha danneggiato il fondo, che, secondo le stime di PACETEQ (riportate nel tweet soprastante), ha causato una perdita di circa 1.3 decimi a giro. Tale deficit di prestazioni ha inficiato pesantemente sulla sua gara, perché i primi tre team erano vicinissimi tra loro e anche 127 millesimi a giro possono fare una grande differenza.

Sul passo gara, è emerso che il #1 è stato mediamente più lento di Norris di 7 centesimi a giro, che si riducono ad appena 2 se si considerano i dati corretti (per annullare le differenze di strategia). La RB20 era dunque molto competitiva malgrado piccoli grattacapi. Pertanto, bisogna fare i complimenti alla McLaren per la vittoria meritata, ma non si deve commettere l’errore di credere che ormai abbia eguagliato la Red Bull. Questo “passo falso” della compagine di Milton Keynes è infatti dovuto, oltre ad alcuni problemi, anche al fatto che il degrado minimo delle gomme e il rischio perenne di surriscaldarle, dovuto alla ridottissima aderenza offerta dall’asfalto, hanno compattato il gruppo e spinto i team a cercare la prestazione pura. Tale scenario ha limitato e annullato la supremazia delle monoposto di Newey e Waché. Queste condizioni hanno quindi giocato un ruolo fondamentale, ma sono ovviamente atipiche.

In conclusione, la squadra capitanata da Horner resta senza dubbio la favorita e in una posizione invidiabile per il prosieguo della stagione, ma i suoi inseguitori sono sempre più vicini e la possibilità di assistere a gare più combattute sta diventando sempre più concreta.

Ferrari

Ferrari Leclerc Miami F1

Dopo un weekend difficile in Cina, la Ferrari vista a Miami è stata quasi perfetta date le condizioni. Infatti, il ruolo di terza forza in gara (e seconda in qualifica) con un distacco così ridotto dalla McLaren è un ottimo risultato se si considera che il Cavallino è l’unico team del trio di testa a non aver ancora introdotto degli aggiornamenti sulla propria monoposto, che è quindi rimasta sostanzialmente la stessa da inizio stagione. La SF-24, che ha sfoggiato una livrea speciale per l’occasione, ha ben figurato anche negli Stati Uniti e aspetta ora gli aggiornamenti di Imola per fare un ulteriore step in avanti.

In Florida Leclerc, che ha chiuso sul gradino più basso del podio, è stato poco più di un decimo a giro più lento rispetto a Norris. Guardando invece i dati corretti, emerge che il monegasco ha avuto lo stesso ritmo di Verstappen (2 centesimi a giro più lento del #4). Se poi si confrontano i team facendo le medie dei passi dei due piloti, la Rossa risulta addirittura la migliore. Quest’ultimo fatto conferma la bontà della vettura di Cardile, che, oltre ad avere una buona guidabilità e a essere abbastanza prevedibile, soddisfa le esigenze sia di Sainz che del #16, che hanno due stili di guida opposti.

Nell’arco di un singolo giro, la Ferrari ha sofferto maledettamente la sezione più lenta e tortuosa del cittadino americano, ossia il complesso di curva 14-15-16. Quello è difatti il punto in cui Leclerc ha perso la pole al sabato e quello in cui il distacco dal pilota davanti aumentava sistematicamente (per poi ridursi nel resto del giro) nella gara domenicale. A Miami sono quindi emerse le difficoltà nel lento della SF-24, che però non ha faticato ad accendere le gomme (il suo altro tallone d’Achille) perché è stata aiutata dalle alte temperature dell’asfalto.

A ogni modo, la Scuderia è stata brava a massimizzare il risultato ed è stata sfortunata con la Safety Car, dato che Sainz ha effettuato la sosta il giro prima che fosse chiamata in pista e ha perso l’occasione di essere leader alla ripartenza, con la possibilità di chiudere in seconda posizione. Adesso la Rossa, per rimanere della partita, è chiamata a fare un salto prestazionale simile a quello fatto dalla McLaren con i tanto agognati aggiornamenti, che dovranno migliorare l’agilità e la guidabilità nel lento e la capacità di mettere velocemente le gomme nella finestra di esercizio ottimale.

Midfiled

  • Lewis Hamilton 20241
  • yuki tsunoda alphatauri vcarb01
  • ocon1
  • fernando alonso aston martin gp miami f1 3dcn5yaovifu1fgc9tbhr9e741

Dopo aver affrontato il “blocco” dei top team, andiamo a vedere il gruppo successivo, quello delle squadre di centro gruppo. La Mercedes, che ha introdotto degli aggiornamenti (un nuovo fondo), è stata in quel di Miami quarta forza. La compagine di Brackley ha accusato un distacco medio per giro da Norris di circa 6 decimi a giro, che sono comunque un netto miglioramento rispetto a quanto visto in Cina. In questo weekend Hamilton ha disputato la sua miglior gara stagionale finora, chiudendo sesto a un decimo da Sainz e dopo aver lottato con Perez.

Dietro alla Stella c’è la Racing Bulls, che è stata quinta forza. Il team faentino torna dalla Florida con un buon bottino di punti, ottenuto sia con Ricciardo, quarto nella Sprint Race, sia con Tsunoda, settimo alla domenica. Gli uomini di Mekies stanno diventando una presenza costante nella top10 e stanno facendo bene dopo aver iniziato la stagione a rilento.

Un’altra sorpresa in positivo questa domenica è stata la Alpine, addirittura sesta forza (almeno sul passo), che con un ottimo Ocon riesce finalmente a conquistare il primo punto stagionale. La squadra anglo-francese, che è riuscita a tornare al limite minimo di peso con la A524 evoluta, sta continuando il percorso di crescita dopo un inizio disastroso e può guardare al futuro con un cauto ottimismo. La settima forza, non molto lontana dalla compagine di Enstone, è stata la deludente Aston Martin, che nel cittadino statunitense non ha mai brillato rispetto alle dirette avversarie. Contrariamente a quanto visto finora, a Miami la AMR24 è stata più performante in gara che in qualifica, riuscendo a portare a casa 2 punticini grazie al solito Alonso, che non è stato esente da problemi.

Fondo gruppo

  • Nico Huelkenberg Haas Formel 1 GP Miami 3 Mai 2024 169FullWidth 60dabad4 21035621
  • alex albon williams fw46 qualifying 2024 miami gp 4000x2666 v0 k71zfuxjvmyc11
  • csm WhatsApp Image 2024 05 04 at 19.24.06 75b237a2731

Arriviamo adesso ai fanalini di coda. La Haas è stata ottava forza in gara e, per la prima volta quest’anno, è stata deludente, dopo che Hulkenberg aveva centrato un’altra Q3 al sabato. Autore di un’ottima partenza, il tedesco è lentamente scivolato nelle retrovie, per poi risalire fino all’11° posizione sfruttando le gomme medie montate durante la Safety Car. Magnussen, questo weekend, è invece riuscito nella poco invidiabile impresa di conquistare la bellezza di 65 secondi di penalità e 5 punti sulla superlicenza ed è ora a serio rischio di squalifica fino all’inizio della prossima stagione.

Scendendo nella classifica, si arriva alla Williams, nona forza, che da inizio campionato non ha ancora avuto acuti e non si è mai accesa, disattendendo le aspettative e le speranze di chi credeva che avrebbero continuato a progredire dopo un buon 2023. Infine, come decima e ultima forza, non può che esserci la Sauber, anonima per tutto il fine settimana.

Leggi anche:

F1 | Regolamento 2026: in arrivo la “guerra delle benzine”?

Red Bull: anche il ds Jonathan Wheatley potrebbe lasciare il team

Seguici sui social!

Sei un grande appassionato del Motorsport? Vuoi seguire tutte le news? Bene! Seguici sui nostri canali Instagram e Telegram! Mi raccomando, se ritieni interessanti i nostri articoli, condividili con chi vuoi. Buon proseguimento di lettura sul nostro sito!

Rispondi